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19/10/2012
La festa del Sacrificio
La Festa del sacrificio è celebrata ogni anno nel mese lunare islamico di Dhū l Ḥijja, in cui ha luogo il pellegrinaggio, Hajj. Spesso viene anche detta "festa grande", in essa si fa memoria, attraverso parole e gesti di un sacrificio particolare, quello di Abramo. La parola aḍḥā deriva dalla radice araba che richiama il significato di "sacrificare", ma anche quello della luce del pieno mattino, quando è al colmo del suo splendore... Il termine italiano sacrificio (dal latino sacrificium, sacer + facere) designa originariamente un atto legato al mondo del sacro per cui oggi, nella nostra società secolarizzata, è di difficile comprensione e perdendo la sua valenza sacrale viene usato in generale per indicare uno sforzo, la rinuncia a qualcosa in vista di un fine.
Narra il Corano che Dio chiese ad Abramo di sacrificargli il figlio Ismaele. L'anziano patriarca era pronto ad obbedire e stava per affondare il coltello nella gola del ragazzo, ma dopo questa dimostrazione di devozione Dio salvò Ismaele sostituendolo con un montone.
Questo episodio, massimo esempio di obbedienza ad Allah, è al centro di Id al -Adha, la festa del sacrificio celebrata dai musulmani di tutto il mondo.
Id al -Adha sarà il 26 ottobre è un grande momento di aggregazione per tutte. Si apre con una preghiera, ma il rito principale è il sacrificio di un animale, che può essere un montone, un agnello o un cammello, macellato rispettando la procedura islamica, halal. La carne viene distribuita all'interno della famiglia, ad amici e a persone bisognose.
A.L
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