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11/06/2012

On. Muscardini: non lasciamo l'Africa in mano alla Cina

Attualità e curiosità della conferenza, che si è svolta il 31 maggio, sul rafforzamento dei rapporti commerciali guidati da regole chiare e rispettate, contrastando l’immigrazione clandestina e quelle povertà che possono essere utilizzate da alcuni per fomentare situazioni nocive alla democrazia.

Tecnici e mirati gli interventi dei relatori a partire da quello del Ministro dell’Agricoltura del Regno del Marocco, Aziz Achannouch, che ha sottolineato quanto fondamentale sia stata l’approvazione dell’Accordo commerciale tra l’UE e il Regno del Marocco. “Si tratta di uno scambio di accordi e di progetti da portare avanti che deve inserirsi nei rapporti con gli altri paesi perché vogliamo che ci sia un clima di stabilità. Oggi più che mai siamo vicini all’Europa e il Marocco gode di uno status privilegiato e per questo deve portare avanti un dialogo tra le due sponde per conoscersi meglio e per affrontare le diverse responsabilità. Non possiamo pretendere di produrre tutto a casa nostra, si può comperare e scambiare con altri paesi. Oggi il miglioramento dell’agricoltura permette di combattere in maniera più efficace la povertà che rappresenta il 45% nelle zone rurali dove l’85% della popolazione vive solo di agricoltura. Il nostro è il progetto del Marocco Verde che permetterà di passare dalla sola cerealicoltura a frutta e ortaggi. Per questo bisogna investire sull’irrigazione, sui fertilizzanti e sull’educazione all’agricoltura ed è quindi necessario coinvolgere sia il pubblico che il privato. Il Marocco punta all’agricoltura perché permetterà di compiere una vera e propria lotta alla povertà”.

Il parlamentare conservatore del Regno Unito, Bob Walter, ha sottolineato il ruolo chiave del Marocco per l’Europa. “Rappresenta la porta del Nord Africa, a metà del Mediterraneo, e per questo motivo è fondamentale portare avanti un dialogo costruttivo. Rafforzare i rapporti, spingere sul business e incoraggiare gli investimenti significa garantire stabilità permanente”. Interessato in prima persona alle richieste e ai progetti del Marocco Paolo Lamberti, Vicepresidente di Federchimica che ha commentato: “Bisogna fare della filiera agroalimentare un fattore di occupazione. La sicurezza, infatti, deve essere alla base del commercio con i paesi esteri”.

Per l’europarlamentare conservatore Geoffrey Van Orden, presidente di New Direction “il Nordafrica è importante per noi europei e, in particolare, il Marocco è un faro per la stabilità dei problemi legati all’aumento della popolazione e della minaccia terroristica. Non ci può essere integrazione se non c’è collaborazione, accesso ai mercati e agli sviluppi tecnologici, un approccio globale è quello di cui abbiamo bisogno”.

Per Michele Tronconi, Presidente di Sistema Moda Italia, il Marocco “è un Paese ‘hub’, vero e proprio ponte per esportare prodotti italiani ed europei anche negli USA perché, di recente, il paese magrebino ha stretto accordi di libero scambio proprio con gli Stati Uniti. Non si può solo pensare di delocalizzare, è necessario produrre anche nel Mediterraneo”

Conclusioni lasciate all’on. Cristiana Muscardini che ha sottolineato: “Non possiamo lasciare il Continente africano in mano alla Cina, nel commercio sono fondamentali regole eque e condivise, l’assenza di regole crea anarchia tanto quanto la loro eccessiva presenza. Il commercio internazionale è uno degli strumenti principali della politica estera che deve garantire la democrazia dove c’è e cercare di farla raggiungerla dove non c’è. Il grande errore dell’Europa è stato quello di non valutare che non può esserci una politica monetaria senza una politica economica, senza dimenticare il contenzioso che c’è tra paesi produttori e tra paesi importatori.”

 

 

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