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26/10/2011

Casablanca città cosmopolita con un Parroco passionista

Anche se c'è chi non ha mai toccato il suolo marocchino, il nome però di Casablanca lo conosce, lo ricorda grazie al mitico film del 1942 con Humprhrey Bogart e Ingrid Bergman. Una pellicola in bianco e nero, interamente girata a Hollywood da Michael Curtis, intorno al mitico Rick's cafè che oggi è stato interamente ricostruito da un mecenate americano. Dunque Casablanca è diventata mitica nel mondo anche per la politica, per la chiusura dell'accordo sulla fine della seconda guerra mondiale, per il suo porto intercontinentale, per la sua art déco collegata all'arte neo-marocchina. Durante tutto il ventesimo secolo Casablanca si è affermata come una grande metropoli africana con un crescente dinamismo economico e industriale. Era una piccola città di circa 20 mila abitanti e oggi ha più di 4 milioni di anime. Alcune centinaia sono seguite da un sacerdote italiano, Claudio Ghilardi, della comunità dei passionisti che in quel di Castellazzo Bormida (Alessandria) ha un legame originario con il fondatore S.Paolo della Croce. Padre Claudio è un uomo semplice e molto colto, un uomo dell'accoglienza e del dialogo diventato missione quotidiana in una terra comunque dove l'Islam ha eretto la moschea Hassan II, monumento di stile andaluso moresco, in parte sulle acque dell'Atlantico e proiettato verso il cielo con un minareto di 210 metri, il più alto al mondo. Padre Claudio ci ha accolti e parlato a lungo dell'utile dialogo tra cristiani e musulmani. Ha scritto anche un libro: Islam, la via del Corano oltre l'orizzonte. E' stata un'occasione unica per allargare poi anche la chiacchierata su Dante Alighieri, S.Agostino da Ippona, Matisse, i Marabut (cappelle erette nelle campagne in memoria di musulmani che hanno vissuto in modo coerente), i Sufi (santi uomini) e poi ancora Chagall, Picasso. Ecco a Casablanca, celebre per i suoi ristoranti, le lumache cotte al vapore e servite nelle scodelle sui carrettini lungo il mare, i giganteschi progetti turistici, la cornice della lingua araba accoglie e culla tutti sino alla notte fonda quando tutto poi si riposa e riparte alle sei del mattino dopo.

 

 

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