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03/05/2011
Il Marocco presenta i piani agli italiani e alessandrini (Piero Dell'Arco)
Necessità contingenti impongono un piano per contrastare in modo efficace l'esodo verso le coste dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo ma che, allo stesso tempo, permettano ai popoli nordafricani di trovare lavoro nella loro terra.
Dal 28 aprile al primo maggio una prima delegazione di imprenditori italiani ha avuto modo di calarsi in quella realtà per raccogliere personalmente le proposte fatte loro dal governo marocchino.
Sono stati tre giorni di intensi confronti e dibattiti, a partire da quello avuto con la Prefettura di Skhirate-Temara (400.000 residenti) impegnata nello sviluppo del settore industriale e dell'area turistica oltre al risanamento delle città dalla piaga delle bidonville. Allo scopo sono in corso un certo numero di progetti di cui beneficeranno circa 33 mila famiglie, anzi, alcuni progetti sono già stati realizzati, altri sono in corso di realizzazione. La successiva visita al Salone Internazionale Agricolo del Marocco (SIAM), ha ulteriormente messo in evidenza la potenzialità agricola del territorio che offre indubbie opportunità nel settore agricolo.
Opportunità che il vice presidente del Consiglio Regionale Piemontese, Riccardo Molinari, ha potuto verificare personalmente constatando quanto sia concretamente possibile mettere in pratica lo slogan fatto proprio dal suo movimento politico (Lega Nord Piemonte) grazie alle provvidenze che il governo marocchino intende mettere sul piatto della bilancia, al punto che al suo ritorno in Italia non ha esitato nel dichiarare che - "è stato un viaggio molto utile e interessante perché ci ha permesso di farci un'idea nuova di questo Paese che, ora ci rendiamo conto, non conoscevamo abbastanza bene.
Quando si pensa ad un paese del Maghreb si pensa al deserto ma questa visita ha messo in evidenza che non è il caso del Marocco. Anzi, è un Paese ricco di agricoltura dove il governo sta investendo molto in un rilancio industriale e agricolo del territorio, ed è lì che noi dobbiamo iniziare ad interessaci perché dove inizia il loro interesse inizia anche il nostro, per cercare di contrastare l'immigrazione favorendo delle attività sul loro territorio e favorendone lo sviluppo. Questo consentirà - spiega - un ricavo anche ai nostri imprenditori da reinvestire in Piemonte o nel resto del nostro Paese".
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